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NEWS A CURA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE MARDUK FONDATA A ROMETTA NEL 1980 | ||||||
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Scoperti con il georadar vasti ipogei sotto le fondamenta della Chiesa Bizantina di Rometta
i resti del pavimento del XVI sec.
All’inizio del 2010, il Sac. Salvatore Perdichizzi, facendo affidamento sulle notizie degli scavi effettuati sullo spazio antistante il piazzale della Chiesa Bizantina ad opera dell’archeologo G.Scibona e fidando su quanto riportato dalle persone presenti a quegli scavi (anni sessanta), ma soprattutto sul notevole valore architettonico e storico del monumento bizantino, ha dato incarico all’Arch. Filippo Imbesi di redigere un progetto per il totale recupero conservativo e di valorizzazione. Nei giorni scorsi sono stati effettuati alcuni saggi stratigrafici nella chiesa bizantina di Gesù e Maria, detta anche del S. Salvatore o della Candelora (costruita tra il VI e il IX secolo), che si erge su uno sprone roccioso di Rometta, nei pressi di Porta Milazzo, sopravvissuta fino ai nostri giorni grazie alla sua massiccia solidità costruttiva, e caratterizzata dalla pianta a croce greca e da una cupola occultata in un discusso intervento di restauro effettuato negli anni 30 del secolo scorso. Richiesta l’autorizzazione alla Soprintendenza di Messina il professionista ha effettuato un saggio stratigrafico praticando un foro di ridotte dimensioni nel pavimento. Il saggio eseguito ha permesso di effettuare dei rinvenimenti che hanno ridato ad uno dei più importanti monumenti della Sicilia bizantina (già citata nelle edizioni dei primi del novecento della guida del Touring Club Italiano e visitata da studiosi provenienti da tutto il mondo) alcune tracce sconosciute della sua storia antica. A pochi centimetri dall'attuale pavimento, realizzato nel terzo decennio del secolo scorso, infatti, sono stati recuperati campioni di un precedente pavimento costituito da formelle quadrate in cotto, presumibilmente risalenti al XVIII secolo. Più sotto, a circa venti centimetri di profondità, è stata individuata una seconda stratificazione pavimentaria policroma, databile intorno al XVI secolo. Al di sotto della stessa, a circa 50 centimetri di profondità, nella stratificazione originale, è stata effettuata la scoperta più interessante: un cunicolo di aerazione rettangolare (delle dimensioni di circa cm. 15x 25), coperto da lastre di terracotta, che penetra in profondità verso il centro della chiesa. La presenza di questo cunicolo attesterebbe l'esistenza di strutture sepolte presenti all'interno della chiesa, ricavate nella roccia tufacea e di antichissima fattura, come certificato con verbale anche dalla Dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Messina, Dott. Gabriella Tigano. Questi rinvenimenti seguono la scoperta, esternamente alla chiesa, di alcune tombe a fossa, effettuata dall'archeologo romettese G. Scibona nel 1969 e dallo stesso riferiti ad una necropoli bizantina anteriore alla realizzazione della chiesa. Il condotto di aerazione individuato lancia una suggestiva ipotesi: le eventuali strutture esistenti sotto la chiesa furono scavate successivamente alla costruzione della stessa ed utilizzate come sepoltura, oppure si trovavano preesistenti alla costruzione bizantina? In quest’ultima evenienza ci troveremmo di fronte a strutture più antiche, già presenti in altre aree del centro storico di Rometta (ipogei paleocristiani). Secondo l'Arch. Filippo Imbesi, il condotto di aerazione intercettato servirebbe strutture sepolte profonde e preesistenti alla chiesa, tenendo anche conto dell'esistenza della grande cisterna limitrofa. <<Il recupero degli ipogei – afferma il Sac Perdichizzi - presenti nella chiesa (a seguito di indagini georadar eseguite dal geologo Vittorio Longo) e della cupola emisferica saranno due degli elementi del progetto in fase di redazione, che segue gli altri interventi di restauro, effettuati negli ultimi anni>>. Infatti, il recupero della cupola esterna, occultata nel 1930 sotto dei bruttissimi gradoni solo per il gusto “politico” di eliminare, il più possibile, ogni traccia visibile di una civiltà diversa da quella “latina e romana” darà all’importante edificio l’aspetto voluto dai suoi costruttori.
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